UN’UNICA AGENZIA PER LA PROMOZIONE DEL SISTEMA ITALIA

GHNET DICEMBRE 2011

Una sola agenzia di promozione dell’Italia, che incorpori ENIT e che sia snella, efficace e unica; soprattutto.Una proposta di riforma dell’ente per migliorare la presenza online e offline del paese Italia sui mercati internazionali.

 

Ci vuole più coraggio.

L’ENIT? Della sua scomparsa prevista dalla manovra economica Monti e annunciata dalla stampa non c’è più traccia nel decreto firmato dal Presidente Napolitano. Ci sono invece tracce in Parlamento, dato che esiste agli atti una richiesta per istituire una commissione di inchiesta.

Avevamo letto e condiviso il contenuto della bozza presentata dal Governo Monti che prevedeva la soppressione dell’Ente da tempo in agonia con il trasferimento al Ministero dello Sviluppo Economico delle funzioni (perchè non al Dipartimento per lo Sviluppo del Turismo?) e del personale, senza procedura di liquidazione e il trasferimento delle risorse già destinate all’ENIT ad un fondo da ripartire per la promozione e lo sviluppo del turismo da istituire nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La lettura del Decreto Salva Italia, però, azzera le speranze e sinceramente ci sembra un’occasione persa, sia nell’ottica della riduzione dei costi di funzionamento (il compenso del direttore ENIT, Paolo Rubini è di 190 mila euro a cui si aggiungono altri 25mila circa in quanto reggente di varie sedi ENIT all’estero) sia per l’opportunità di mettere finalmente mano alla attività di promozione dell’Italia nel mondo.

Oggi, l’ ENIT promuove l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e ne favorisce la commercializzazione, e lo fa pressoché senza budget, dato che la dotazione è quasi completamente assorbita dai costi del personale e delle sedi; ha competenze e dovrebbe svolgere attività che sono anche dell’ICE e a queste si sovrappongono, a meno che non si continui a separare inspiegabilmente il turismo dal sistema Paese.

Sempre la bozza del Presidente Monti indicava in 56.643.226 € l’entità delle risorse dell’ENIT da destinare al nuovo fondo di promozione, così ripartite negli anni: 18.641.742 di euro per il 2012, di 18.970.742 di euro per il 2013 e di 19.303.742 di euro per il 2014. Una bella chance, se insieme a queste risorse fosse rientrato nelle casse dello stesso fondo anche il resto di quei circa4 milioni e mezzo di euro (al momento è stato speso più di 1 milione e mezzo) destinati a finanziare il giornale on line che si sovrappone al portale Italia.it, obsoleto ancor prima della sua messa on line e inefficace ai fini della promozione dell’Italia, obiettivo per il quale era nato e per cui sono stati spesi ad oggi non meno di 10 milioni di euro. Si sarebbe potuto pensare in concreto ad un rilancio della promozione turistica italiana.

Peccato!

Riteniamo ci sia comunque modo di rimediare rapidamente, dato che ci si appresta a dar vita ad una nuova agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane denominata ICE (art. 22 del Decreto Salva Italia). Si proceda ad accorpare l’ENIT alla nuova ICE ottenendo così razionalizzazione di costi e ottimizzazione delle risorse. È troppo chiedere un’unica agenzia per la promozione all’estero del sistema Italia?

E poi, per favore, mai più carrozzoni!

La nascente ICE sia leggera, con poche sedi, pochi dirigenti, pochi costi fissi: nell’era digitale le risorse economiche disponibili possono infatti essere destinate a strumenti e progetti web realizzati e gestiti per farci conoscere (prodotti, servizi, cultura, turismo, artigianato, agro-alimentare, prodotti tipici, etc…) e per essere di supporto alle imprese facilitando le loro relazioni produttive e commerciali con l’estero.